lunedì 12 luglio 2010

Regione - Formigoni: “Toccherà a Tremonti giustificare i tagli”

E’ sempre più aspra la polemica tra il governatore della Lombardia Roberto Formigoni e il governo, in particolare con il ministro dell’Economia Giulio Tremonti. E questo nonostante Formigoni si sia recato a Roma per l’incontro con Silvio Berlusconi animato da piena disponibilità e anche da un certo ottimismo: “Abbiamo evitato – ha detto il presidente lombardo - uno scontro istituzionale che sarebbe stato pesantissimo. Per giorni abbiamo segnalato che era opportuno che una parte della Repubblica (il Governo nazionale) accettasse di confrontarsi con le altre parti (Regioni ed Enti locali).” E’ quanto in effetti è avvenuto ma gli esiti non sono stati quelli sperati...


Il governo infatti, almeno per quanto riguarda le Regioni, non arretra di un passo e neppure i presidenti regionali seppure con qualche sfumatura diversa. ”Restituire le deleghe al governo non e’ una minaccia, bensi’ un fatto che si realizzerà automaticamente se questa manovra resterà com’è ora”, ribadisce Formigoni. ”Semplicemente le Regioni non avranno più i soldi per i trasporti, per le famiglie bisognose, per i servizi. Restituire le deleghe è un modo per dire che quei servizi spariranno, nel qual caso – prosegue – sarà Tremonti a spiegare a invalidi e pendolari che i loro treni e i loro contributi non glieli abbiamo tolti noi, bensì lui”. Secondo il governatore della Lombardia comunque c’e’ ancora tempo per rimediare: “ Il dialogo può riaprirsi subito” dichiara infatti al quotidiano genovese Secolo XIX, ”le Regioni l’hanno sempre tenuto aperto. Sono stati invece i no del Tesoro a chiuderlo”. Anche per Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni non ci sono spaccature nel fronte del no a Tremonti: “Nessuna rottura fra le regioni, dopo aver parlato in queste ore con molti colleghi". "Il nostro giudizio - prosegue il presidente della conferenza delle regioni - è fermo e chiaro: la manovra così com'è non è sostenibile. Come abbiamo detto venerdì, dopo l'incontro con il presidente del consiglio, le regioni non rinunciano a lavorare e a confrontarsi con il governo anche nei prossimi giorni per cambiare la manovra rendendola più equa ed equilibrata”. Diversa la situazione con Comuni e province, dove un accordo è stato invece raggiunto. A spiegarlo e' Sergio Chiamparino, sindaco di Torino e presidente dell'Associazione dei Comuni Italiani (Anci) “.Ferma restando la necessitaà e urgenza della manovra – ha detto il sindaco di Torino - i tagli avrebbero potuto essere previsti in maniera diversa tra i diversi soggetti. Ma anche in questo ambito abbiamo avanzato proposte, frutto di un lungo lavoro di interlocuzione, che con qualche modifica sono state accolte” dal governo. ''C'e' l'impegno - ha sottolineato- perche', entro il 31 luglio venga portato in Parlamento il decreto attuativo sul trasferimento delle imposte relative a comuni e province''. Al secondo punto dell'accordo, “l'impegno a costruire un tavolo di monitoraggio, entro ottobre, per affrontare il problema dello sfoltimento dei residui passivi e c'e' un percorso per rimodulare il patto di stabilita', battaglia ormai storica dell'Anc. Dunque un percorso di lavoro positivo”. Soddisfatto anche Tremonti: ''E' stato usato un metodo di lavoro comune -spiega- poteva esserci la rottura, c'e' invece la volontà di andare avanti insieme. Non esistono aut aut ma obiettivi da raggiungere''.

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