martedì 7 giugno 2011

Al referendum tra molte indicazioni per il Sì e poche per il No. Il vero obiettivo è il quorum

Si va verso il voto referendario tra molte indicazioni per il sì e pochi no, con qualche singola posizione eccentrica rispetto al partito di appartenenza e nessuna indicazione ad “andare al mare” invece che votare. Questo in breve il riassunto delle pozioni dei partiti sul voto referendario.
Dal fronte del centrosinistra emerge la consapevolezza che una vittoria referendaria può rappresentare un nuovo colpo a segno nei confronti della maggioranza, ma senza eccessiva enfasi nel timore che un eccesso di politicizzazione possa disincentivare quella fetta non trascurabile di elettorato di centrodestra che intende recarsi alle urne orientandosi per il sì, soprattutto sul nucleare... 



Dal centrodestra emerge il timore di assumere posizioni nette che potrebbero risultare impopolari, in particolare per quanto si riferisce al quesito sul nucleare e il più sostanzioso timore che il voto sul legittimo impedimento possa essere interpretato in chiave antiberlusconiana. Il risultato della gara tra sì e no appare comunque scontato a favore dei primi, il vero nodo resta quello del raggiungimento o meno del famigerato quorum che ormai da anni sfugge ai referendari. Ma vediamo le posizioni nel dettaglio.

PdL
Per Berlusconi i referendum sono sostanzialmente inutili ma sul nucleare il PdL prenderà  atto del giudizio degli elettori (autorevoli comunque i proclamati sì di Stefania Prestigiacomo e del governatore della Sardegna Cappellacci). Nessuna indicazione di voto per quanto riguarda l’acqua. Scontata l’ostilità al sì sul legittimo impedimento. Si cerca comunque di disinnescare la valenza politica dell’esito del referendum, soprattutto sulla stabilità del governo.

Pd 
Il PD è  apertamente schierato per il Sì con una decisa mobilitazione di iscritti e attivisti.

Sel, Verdi, Radicali, Federazione della sinistra
Tutti Sì come previsto da parte di forze che sono anche state in larga parte in prima fila nella raccolta delle firme.

Idv Il più impegnato è certamente Antonio Di Pietro, che per primo ha lanciato la campagna referendaria come promotore: “Acqua, aria e legalità sono tre temi che poniamo all'attenzione di tutti i cittadini a prescindere che siano elettori di centrodestra o di centrosinistra”, ha detto il leader Idv nel suo richiamo al voto.

Terzo polo
Si sfumano maggiormente le posizioni andando verso il centro dello schieramento politico dove si trovano adesioni sia per una che per l’altra scelta. Se per Gianfranco Fini l’importante è la partecipazione al voto (posizione ufficiale di FLI confermata da Italo Bocchino), alcuni parlamentari sono andati oltre annunciando, come hanno fatto Flavia Perina, Antonio Buonfiglio e Fabio Granata, l'intenzione di votare 4 Sì. Sul fronte opposto la posizione dell'ex ministro delle Politiche Ue Andrea Ronchi, che ha annunciato che voterà quattro 'No', esattamente come farà Adolfo Urso, già vice ministro allo Sviluppo. 

Udc  Anche l'Udc ha invitato a “partecipare attivamente”, come ha detto il segretario Lorenzo Cesa, chiarendo però che “molti di noi esprimeranno parere negativo” su alcuni quesiti, in particolare quello sul nucleare. In un'intervista al Corriere della Sera il leader Pier Ferdinando Casini ha sciolto gli ultimi dubbi: No ai due referendum sull'acqua, Sì a quello sul legittimo impedimento, nessuna indicazione di voto sul nucleare.

Lega 
Per la Lega Umberto Bossi sorprende tutti ammettendo che alcuni referendum, come quello sull'acqua, "sono allettanti". Il neo rieletto sindaco di Varese Attilio Fontana, per esempio, ha annunciato un doppio Sì al quesito sull'acqua. Nell'area della maggioranza la Destra di Francesco Storace ha scelto una posizione articolata, dando indicazione per il Sì ai due quesiti riguardanti l'acqua e a quello sul nucleare, e di rifiutare la scheda sul legittimo impedimento. 
Eccentrici 
Si sfilano dalla posizione ufficiale del PD il sindaco di Firenze Matteo Renzi e l’ex sindaco di Torino Sergio Chiamparino che annunciano il No sull’acqua, voto analogo per la portavoce di API Linda Lanzillotta e Franco Bassanini, scontato il no dell’ex ministro Ronchi. Come detto più sopra sì sul nucleare da Stefania Prestigiacomo e 4  sì da Flavia Perina, Antonio Buonfiglio e Fabio Granata per FLI. 


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