martedì 20 aprile 2010

Dopo il vulcano: storie di “umani” senza ali

Un lettore di Corsico ci racconta il suo raid “Parigi-Milano”










L’avventura è iniziata martedì con uno splendido volo Milano Mxp – Parigi CDG delle 9 del mattino con Easyjet. Nessun ritardo e nessuna levataccia mattutina.
L’obiettivo era quello di incontrare I colleghi Francesi, Tedeschi e Irlandesi per verificare lo sviluppo dei sistemi applicativi interni.
Come sempre quando le riunioni si svolgono all’estero non si ha nemmeno il tempo di guardare la televisione per rendersi conto delle cose che stanno succedendo nel mondo. Nella mattinata di giovedì I miei colleghi irlandesi ricevono la notizia che il volo è stato cancellato per il vulcano. Quale vulcano? Hanno buttato giù un aereo con un vulcano?
Ero dispiaciuto per I colleghi che non sapevano come tornare a casa ma dentro di me ridevo del fatto che sarei dovuto andare verso sud e quindi non avrei avuto problemi.






Ore 16.30 partenza per l’aeroporto in taxi, check in e carico dei bagagli nella stiva. Tutto pronto con ben due ore e mezza di anticipo. Gli schermi dell’aeroporto mi dicono che siamo “on time” e che il gate è il D25. Ho tempo per fare un giro nei negozi per trovare qualcosa da portare alla mia fidanzata.

Ore 18.00 non c’è un negozio in tutto il terminal due che abbia qualcosa di decente da regalare. Solo ristoranti e fast food. Dò un’ultima occhiata agli schermi per verificare il gate. “Cancelled”. “Cancelled”?.

Ore 18.30 ho ritirato I bagagli che avevo già stivato e con l’aiuto dei colleghi parigini riesco a trovare un albergo decoroso alla periferia di Parigi evitando la coda interminabile al check in delegato da Easyjet a trovare l’albergo ai clienti “smarriti”

Passo il resto della serata a verificare le notizie su Internet e a cercare il modo di tornare a casa il giorno dopo. Treni tutti occupati per tutta la giornata di sabato ma un filo di speranza c’è perché è possibile noleggiare l’auto ad un costo ragionevole. Non prenoto perché devo chiedere autorizzazione alla spesa, ma domani c’è tempo. Non prenderanno mica tutti la macchina. Non avevo idea di quello che sarebbe successo.

Mi sveglio prima del solito, prendo la metropolitana e vado in ufficio a Parigi per poter utilizzare l’agenzia di viaggio convenzionata per trovare la soluzione migliore per il ritorno.

Ore 10.30 apprendo che oggi c’è sciopero dei treni in Francia e li non sono come in Italia. Cadesse il mondo loro continuano a scioperare. L’unico modo di tornare è noleggiare una macchina. Ma sono ormai le 10.30 e gran parte degli aeroporti è stato chiuso in mattinata. Non si sa quando riapriranno.

Ore 11.00 l’agenzia di viaggio ha trovato una macchina alla Hertz. Prendo il numero di prenotazione, i bagagli e vado all’agenzia di noleggio. C’è coda. Vabbè non avranno prenotato. Sorpasso e vado diretto al desk con il mio numero di prenotazione. Il commesso mi fa notare che anche tutto il resto della coda aveva un numero di prenotazione ed in più che non c’erano macchine da prendere a noleggio. Il loro centro di prenotazioni aveva accettato qualsiasi richiesta senza aver verificato la disponibilità delle macchine. La beffa è che non accettavano le prenotazioni effettuate in mattinata. Avessi prenotato il giorno prima sarei già partito.

0re 12.00 dopo aver atteso una telefonata che mi indicasse la soluzione al problema decido di rientrare in ufficio. L’unica offerta trovata era quella di un tassista che ci avrebbe portato fino a Milano al costo di 2.000€. Troppo. Prendo i bagagli e riprendo la metropolitana.

Ore 12.30 ho perso le speranze e vado al -1 in mensa in attesa di risolvere la questione.

Ore 13.30 la segretaria di uno dei maggiori dirigenti ha trovato la soluzione. L’autista di Jason Grant ci avrebbe accompagnato a Ginevra e lì avremmo potuto organizzarci. Il problema effettivamente era uscire da Parigi. Il costo era di 1.300 € da dividere in 3. Avevamo trovato un collega di Madrid con cui dividere la tariffa. 430€ a testa.

Ore 15.00 siamo in viaggio.

Ore 16.30 non sono ancora riuscito a imboccare l’autostrada. Oggi è festa a scuola e tutto il popolo parigino è in gita con la propria macchina.

Ore 21.30 arrivo a Ginevra e giro disperato per l’aeroporto tra la gente distesa per terra a dormire. Il primo treno sarebbe stato alle 5.45 del mattino successivo e non sapevo se ci sarebbe stato posto. L’unica soluzione ancora una volta era prenotare una macchina.

Ore 22.00 sono nella hall degli autonoleggi e dopo aver verificato con Hertz, Avis e Europcar la mancanza di un auto o l’impossibilità di lasciarla all’estero, riesco a trovare la disponibilità di Maggiore. Dovrò lasciare la macchina a Linate ed il costo è veramente elevato ma sono le 22 e sono distrutto.

Ore 03.00 arrivo a casa. Ho la consapevolezza di aver vissuto qualcosa di irripetibile e la certezza di aver preso le decisioni giuste. Se non fossi partito venerdì mattina avrei passato il resto del week end a Parigi.

Non mi sarebbe dispiaciuto, ma non sapere in anticipo quando sarei tornato non mi avrebbe permesso di vivere Parigi come deve essere vissuta.

P.



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