lunedì 10 gennaio 2011

Tagli ai Comuni: sempre meno risorse - Corsico il più penalizzato

Corsico è il Comune più tartassato del sud Milano. Una doccia fredda? Purtroppo solo una conferma. I conti, infatti, l'assessorato al Bilancio del Comune di Corsico li aveva già fatti all'indomani della manovra di luglio. L'auspicio che qualcosa cambiasse, dopo gli appelli dell'Anci, erano ridotte al lumicino, tanto che la Giunta Ferrucci ha messo in atto già all'indomani del suo insediamento un piano straordinario per il contenimento dei costi e il recupero delle risorse necessarie a garantire i servizi essenziali. Un intervento che ha coinvolto tutto il personale, ma anche la realtà sociale territoriale. E nelle prossime settimane verrà organizzato un incontro pubblico per illustrare quali saranno le scelte che il governo cittadino dovrà inevitabilmente assumere per rispettare i vincoli imposti dalla manovra di finanza pubblica nazionale...
  
"Purtroppo sapevamo fin prima dall'estate che saremmo stati fra i Comuni del milanese maggiormente penalizzati – precisa la sindaca Maria Ferrucci - nonostante il rispetto del Patto di stabilità e la solidità dei nostri conti. Per questo abbiamo messo in atto misure straordinarie. Il Governo ha preso, senza ascoltare gli appelli delle autonomie locali, una decisione scellerata perché colpisce i servizi e, in particolare il sociale, dove la difficile crisi economica sta sempre più aggravando la situazione di molte persone. Si consideri, inoltre, che ai tagli dei trasferimenti statali occorrerà aggiungere, come risultato di un effetto domino, quelli di Provincia e Regione, penalizzate anche loro dalla riduzione di fondi decisi dall'attuale governo di centrodestra". 

Le prime azioni portate avanti dall'esecutivo corsichese hanno permesso, grazie anche al basso livello di indebitamento registrato negli anni e una serie di misure di contenimento della spesa e di taglio di alcuni costi, di portare i conti pubblici locali a un sostanziale pareggio. Rispettando anche il cosiddetto Patto di stabilità, che, semplificando, corrisponde alla somma zero nella differenza tra entrata e spesa corrente. Tutto ciò, però, non basta. Occorrerà recuperare circa un milione e mezzo sulle spese ordinarie, mentre su quelle straordinarie di investimento si punterà soprattutto sulle manutenzioni. 

“La manovra di luglio - spiega l’assessore alle Politiche finanziarie Gino Muzza – non chiede agli enti locali di essere solo virtuosi, raggiungendo un equilibrio tra entrate e uscite, ma addirittura di ottenere un segno positivo, per le spese straordinarie, che è stato elevato in pochi mesi da 1.400.000 a 1.600.000 euro. Il nuovo bilancio dovrà tenere conto - spiega Muzza - che vi saranno circa 2 milioni di minori entrate. Di questi,1.300.000 di tagli ai trasferimenti statali, cioè l’11,722%, ai quali occorre aggiungere 770.000 euro di una tantum per l’Ici categoria D, che nel 2011 non verrà reiterata”.
Tra minori entrate e tagli, complessivamente l'Amministrazione dovrà recuperare una sbilancio di 1.500.000 di euro. “Dovremo agire – dice l'assessore - su quella parte corrente, circa sette dei ventisei milioni a disposizione, non formata da spese incomprimibili”. 

Per la parte straordinaria, invece, ci si trova di fronte a un paradosso: il Comune ha risorse per fare le opere, ma non può utilizzarle per i vincoli imposti dal Patto di stabilità. E nonostante abbia raggiunto un pareggio nei conti, dimostrando quindi di essere un ente virtuoso, lo Stato chiede un saldo positivo di oltre 1.600.000 euro. “Dovremmo riuscire a raggiungere un sostanziale pareggio tra entrate e uscite – precisa l'assessore Muzza – che si assesteranno intorno ai quattro milioni di euro, ma questo vuol dire che tra pagamenti ancora da effettuare e saldo chiesto dal Governo nazionale avremo difficoltà a garantire la regolare manutenzione, figuriamoci se possiamo pensare a una nuova opera. Però individueremo possibili soluzioni per non paralizzare l'attività e dare comunque delle risposte ai cittadini”.

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