mercoledì 13 aprile 2011

CORSICO - Le terre di confine: Corsico richiama Milano



“Le zone di confine non possono essere abbandonate, sia dal punto di vista della tutela ambientale sia della sicurezza”: la sindaca di Corsico Maria Ferrucci dopo la denuncia di un lavoratore di un'azienda in via Raffaello Sanzio a Cesano Boscone, al confine con Milano, per la presenza una discarica a cielo aperto chiede alle Amministrazioni dei Comuni vicini maggiore collaborazione nella vigilanza dei propri territori...


“I nostri uffici – precisa l'assessora alle Tutela ambientale Rosella Blumetti – hanno eseguito un sopralluogo nella zona segnalata, accertando che la roggia dove erano stati scaricati rifiuti si trova sul territorio di Milano. Per essere certi, sono stati fatti anche dei riscontri cartografici, dai quali emerge chiaramente la competenza territoriale. Purtroppo spesso assistiamo a situazioni di questo tipo, in particolare laddove il nostro territorio confina con quello milanese, dove l'attenzione alla tutela ambientale diminuisce proprio nelle aree di confine”.  

Un esempio è la recente area di via Cadamosto. “Qui abbiamo trovato una situazione disastrosa - prosegue l'assessora – tale da costringerci a un intervento urgente e non programmato che è costato oltre settantamila euro, ai quali occorre aggiungere circa cinquemila euro per l'analisi dei rifiuti e i quattordicimilacinquecento euro per la realizzazione di una recinzione”.  Anche in questo caso, secondo la ricostruzione eseguita dai tecnici e dalla polizia locale, sembra che la maggior parte dei rifiuti provenisse da realtà milanesi.  

“Non è sufficiente, come segnalato dal lavoratore dell'azienda di via Sanzio – conclude Rosella Blumetti - ripulire e poi non vigilare o non eseguire interventi per impedire che gli scarichi abusivi proseguano. Infatti, secondo quanto hanno riscontrato i nostri tecnici con rilievi fotografici, sono presenti ancora dei rifiuti”. Utilizzati, probabilmente, per realizzare rifugi di fortuna per gatti o cani randagi.  

Il problema delle terre di confine riguarda però anche la sicurezza. Perché  succede ormai sempre più spesso che, soprattutto nelle zone industriali abbandonate, trovino rifugio dei disperati in cerca di un tetto dove ripararsi. Creano alloggi di fortuna, che nascondono situazioni di disagio, tendenti a degenerare, come è successo nelle scorse settimane quando i carabinieri, dopo un'accurata indagine, hanno scoperto che tra le pareti di un'azienda chiusa da tempo si era consumato un omicidio. Un crimine scoperto perché gli stessi responsabili ne avevano parlato in un bar di San Donato Milanese.

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