mercoledì 16 marzo 2011

Regione - Suona l’inno d’Italia, la Lega fugge e diserta


Il consiglio regionale lombardo ha aperto i lavori il 15 marzo cantando l'Inno di Mameli per celebrare i 150 anni dell'Unita d'Italia. Alla cerimonia non hanno partecipato i consiglieri della Lega che si sono riuniti nella bouvette (luogo dove si mangia e si beve a costi ridotti) del Pirellone. L'unico esponente del Carroccio presente e' stato il presidente del Consiglio regionale Davide Boni che tuttavia vestiva cravatta e fazzoletto verde...


Boni ha seguito l'esecuzione dell'inno a braccia conserte e a testa bassa. Quasi tutti i consiglieri degli altri partiti mostravano una spilla tricolore sul bavero della giacca ed alcuni nel portavano nel taschino un fazzoletto bianco rosso e verde.

A dare il via all'inno e' stato il presidente della Lombardia Roberto Formigoni che prima di entrare in aula si e' detto dispiaciuto per la decisione presa dai consiglieri leghisti.
"Settanta secondi di Inno di Mameli non fanno male a nessuno, sono un simbolo importante di quello che siamo" commenta Formigoni. "Da Lombardi, partecipiamo alla festa del tricolore perchè la Lombardia ha avuto una parte molto grande nella costruzione dell'unita' d'Italia. Abbiamo dato un contributo di sangue e di ideali e oggi - osserva Formigoni - continuiamo ad essere la locomotiva dello sviluppo dell'Italia in Europa e nel mondo. Ci riconosciamo in un paese che deve diventare sempre piu protagonista nel mondo".

Dure critiche alla Lega però arrivano anche dalla maggioranza. Romano La Russa, assessore regionale alla Sicurezza, Protezione Civile e Polizia locale, esprime "totale disprezzo per il gesto inqualificabile" dei consiglieri leghisti. E l'opposizione va all'attacco. "Trovo questa cosa semplicemente inqualificabile. Non riesco a trovare le parole per commentarla" dice Anna Finocchiaro, presidente dei senatori Pd. ''Chi non riconosce lo Stato che governa, dovrebbe trarne le conseguenze - afferma il vicepresidente dei deputati del Pd Alessandro Maran -. 

Non si può essere ministri, governatori, sindaci, assessori, consiglieri di un esecutivo nazionale, di una regione, di una provincia e di una città se non si approva l'ordinamento dal quale queste articolazioni discendono. E così dal titolo della 'Padania' ('Il Nord paga più di tutta Europa, il resto d'Italia festeggia') al comportamento dei consiglieri della Lega, il partito di Bossi ha dimostrato di essere indegno delle istituzioni che occupa''.

1 commento:

  1. Ecco a che punto arriva l'ighoranza della Lega
    http://orahovistotutto.blogspot.com/

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