venerdì 15 marzo 2013

CESANO - Indino: “Il no profit è considerato una risorsa o una palla al piede?”


(Da SIoNO del 15/3/13) Dopo l’ultima intervista rilasciata al nostro giornale dal capogruppo consigliare del PD cesanese Simone Negri (LEGGI)Salvatore Indino ha chiesto di intervenire sulla situazione Cesanese e sul dibattito politico che si sta sviluppando sul futuro amministrativo della cittadina anche alla luce del voto espresso dai cittadini nelle elezioni politiche appena concluse e in vista della scadenza elettorale del 2014.

D. Quali sono le motivazioni che lo hanno indotto a intervenire dopo l’intervista rilasciata dal capogruppo Simone Negri?

R. Innanzitutto voglio precisare, prima di esprimere il mio pensiero, che non sono candidato a nulla.
Devo dire subito però che sono stato incuriosito dalla parte finale dell’intervista, laddove si dice che: “Noi dobbiamo ringraziare la classe dirigente politica locale, che negli ultimi 25-30 anni ci ha permesso di cambiare la città in meglio. Mi riferisco a D’Avanzo, Di Giuseppe, Capuano e Ursino e così via”... “Certo però, per il futuro dobbiamo metterci in discussione anche a Cesano… anche per ricompattare due generazioni fisiologicamente distanti.”...


Cominciamo con il dire che la svolta per creare qualcosa di nuovo a Cesano è arrivata con la prima Giunta Brembilla, dove io stesso ero il vicesindaco. È molto strano che il capogruppo se ne sia dimenticato: quella Giunta progettò il Centro storico, ridisegnò Cesano dal punto di vista ubanistico, sistemò la Villa Marazzi, realizzò il Centro Sportivo Cereda, riannodò i rapporti con tutte le realtà cesanesi e collaborò in maniera fattiva con il privato sociale e in special modo con le realtà parrocchiali, senza preconcetti. In quella Giunta era presente anche l’attuale vicesindaco Lilia Di Giuseppe con la delega alla cultura.
Anche dopo la mia uscita dalla politica quei rapporti continuarono a dare risultati positivi e si posero le basi per una buona convivenza civile, con tante attività culturali e sportive, con una spiccata attenzione al mondo femminile e agli stranieri, con una grande disponibilità di alcune realtà parrocchiali, quali la caritas e la scuola per stranieri. L’unico neo fu il ritardo accumulato per la realizzazione del Centro Storico. Questa opera oggi viene vissuta in maniera piena solo durante la Festa Patronale, di fatto non è mai decollato. 

D. Sì, ma ci risulta che la situazione politica a Cesano è stata caratterizzata negli ultimi anni da grosse contrapposizioni.
R. Appunto: è vero che c’è stata continuità di intenti da parte degli amministratori citati, ma proprio il capogruppo è stato, insieme a un folto gruppo di maggioranza, non certo un difensore dell’attività amministrativa delle Giunte guidate da D’Avanzo e che andavano in quella direzione. A questo proposito occorre sottolineare che, nonostante l’azione dell’opposizione di centro destra e l’opposizione di parte del centro sinistra, non si capisce come mai il sindaco è ancora in sella. Dimezzato e bloccato nello sviluppare l’azione amministrativa, ma ancora in sella. Non sono qui a difendere l’azione amministrativa globale delle giunte D’Avanzo, di questo il giudizio complessivo spetta ai cittadini alla prossima tornata elettorale. 
È singolare però che ora si voglia cambiare pagina e si chieda il compattamento di una situazione.  
Mi chiedo se non è stato il risultato elettorale a determinare questa nuova tendenza, con la palese paura di essere spazzati via.
L’altra grave dimenticanza del capogruppo è sul contributo offerto dal privato sociale che già esisteva e che stava in piedi da solo. Le Amministrazioni che si sono succedute lo hanno riconosciuto e hanno intrapreso un percorso per  raggiungere obiettivi più ambiziosi, riconoscendo la debolezza di un eventuale risposta ai bisogni gestita direttamente, oltre ai costi più alti da sopportare. Attuando così quello sconosciuto costituzionale principio di sussidiarietà che laddove i cittadini si organizzano in modo spontaneo per rispondere ad alcuni bisogni, le istituzioni supportano questi sforzi raggiungendo, senza mettere nessun cappello e in maniera non ideologica, obiettivi quasi sempre brillanti. Senza il privato sociale presente gli obiettivi sarebbero stati molto scarsi.
Facciamo l’esempio del teatro: Cesano Boscone vanta sul territorio la presenza di un cinema teatro, il Cristallo, che è una struttura gestita da 32 anni da un numero folto di volontari e diretti dal sottoscritto (la sala è attiva 320 giorni l’anno), che annovera tra le sue attività una importante stagione teatrale. Questa attività ha raggiunto livelli ragguardevoli dopo che le Amministrazioni comunali che si sono susseguite hanno elargito un ragguardevole contributo. In termini di impegno finanziario questo contributo prevede una spesa per cittadino pari a 2 euro.
Certo si può vivere senza teatro, ma non si può dire che la presenza delle attività che offre il Cristallo non hanno contribuito a migliorare la vita sociale della cittadina di Cesano Boscone, visto che nei comuni limitrofi sono costretti a migrare da noi per qualsiasi tipo di intrattenimento degno di questo nome.
Facciamo altresì l’esempio della Festa: si tratta di un evento unico, che partendo dalle realtà parrocchiali sviluppa attività culturali, aggregative, ludiche, sociali ed economiche che attraggono molti cittadini e tanti forestieri e per un periodo di ben11 giorni.
Certo si può vivere senza la festa, ma non si può non dire che questo evento non contribuisca a generare quel senso di appartenenza indispensabile per una convivenza civile, non si può dire che questo evento non dia una visione della vita più positiva. Inoltre si tratta di un evento generato da un soggetto che vede rappresentate al suo interno tutte le componenti sociali della città. Il comitato organizzatore è il più debole dei soggetti presenti nel panorama cittadino, in quanto non ha risorse proprie e a tutt’oggi dipende in maniera concreta dall’eventuale contributo dell’Amministrazione comunale. Ma è un soggetto che unisce la città e in termini di impegno finanziario questo contributo prevede una spesa per cittadino pari a 2 euro. E questo impegno equivale a un terzo della spesa complessiva dell’evento. Il resto delle risorse il comitato è impegnato a cercarle in altri ambiti.
Voglio dire che con un contributo minimo si effettuano eventi di grande livello e che incontrano l’interesse di masse di cittadini e turisti.

D. Però le risorse sono sempre di meno, come è possibile sostenere queste, seppur, importanti iniziative che certo danno lustro alla cittadina di Cesano Boscone, ma potrebbero essere indirizzate su altri bisogni dei cittadini?
R. La ringrazio per questa domanda, perché mi permette di fare un’altra piccola riflessione. Prima della realizzazione di queste importanti iniziative, come di altre minori, ma altrettanto importanti per il vivere sociale (quelle sportive e tutte le altre di altre associazioni culturali), Cesano Boscone era conosciuta come il “paese dei matti” a causa della presenza sul suo territorio dell’Istituto Sacra Famiglia. Pensate: un’istituzione di livello interregionale con sede a Cesano Boscone, realizzata da un parroco cesanese vista come una cosa negativa!!! Si tratta invece di una grande opera di carità, di un’attività che dando attenzione ai deboli offre a molti (cesanesi e non) l’opportunità di tanti posti di lavoro, di un’attività preziosa che vanta un livello alto di assistenza anche a malati gravi, insomma una presenza di cui vantarsi. Se i cesanesi sono un popolo accogliente lo devono a questa presenza sul territorio, in quanto di fronte alla sofferenza altrui non si può rimanere indifferenti. Ma anche dalle istituzioni sovracomunali questa struttura non sempre è stata ben vista.
La domanda è: ma è un bene che ci sia sul territorio una struttura così? È giusto sostenerla se dovesse andare in crisi la sua gestione?
Poi l’associazionismo locale con molta caparbietà realizzò la Maratona Internazionale Cesanese: quanti partecipanti hanno invaso la cittadina di Cesano in tutti gli anni in cui è stata realizzata e la nostra cittadina veniva ricordata per questo grandissimo evento sportivo, al punto che il Comune di Milano era disposto ad acquisirne i diritti per rilanciarla sul suo territorio; poi non sostenuta come si doveva, questa manifestazione è stata di fatto soppressa.
La domanda è: era un bene per il nostro territorio avere costruito un evento così grande? Era giusto sostenere questa iniziativa e non lasciarla morire?
Oggi la nostra cittadina viene nominata per le attività del cinema-teatro Cristallo e della Festa Patronale
La domanda è: sono un bene per la nostra cittadina e per il territorio che ci circonda? Nel caso in cui queste attività dovessero faticare ad andare avanti è giusto sostenerle?
Rispondo alla sua domanda sulle risorse: se queste attività non risultano attività di parte e si rivolgono alla cittadinanza tutta, il problema non sono le risorse, ma le scelte politiche. E quindi è giusto sostenerle, facendo le dovute scelte politiche.
Tengo a precisare che in assenza di certezze in entrambi i casi si sta cercando di portare dei correttivi per cercare di stare in piedi e per svincolarsi il più possibile dalle scelte politiche. Infatti l’ammontare dei contributi è diminuito di una congrua percentuale.
Comunque non è possibile pensare di rinunciare a qualche contributo, non fosse solo per una questione di principio.
Ma realmente cosa fanno le forze politiche presenti a Cesano, si rendono conto che tenere in piedi le iniziative e le opere di cui sopra è realizzare il bene comune, difendere il vivere civile, ecc.?
Mi risulta che alcune componenti della minoranza e alcune componenti della maggioranza capeggiate dal capogruppo Simone Negri invece osteggino con forza queste iniziative, senza che si capiscano in maniera esplicita i motivi. Entrando quindi in contraddizione con quanto dichiarato nell’intervista. Il capogruppo dovrebbe essere orgoglioso che nel comune in cui lui opera ci siano iniziative di questo livello. Cosa si direbbe del nostro Comune se non ci fosse questa ricchezza? Che bisognerebbe fare qualcosa, che non ci sono luoghi di aggregazione e quindi occorrerebbe crearli!!! Qui ci sono e si rischia per una contrapposizione ideologica o di appartenenza, o non si capisce per quale motivo di farle morire. 
Ma c’è di più: la sua contestazione avviene da parecchi anni a questa parte dopo che l’associazione che gestisce il cinema-teatro e il comitato festa hanno già deciso la programmazione, cioè a cose fatte. Il sottoscritto è costretto a programmare il futuro senza conoscere l’ammontare delle risorse a disposizione. 
Ma volevo altresì parlare di un’altra realtà: la cooperativa sociale PROSPETTIVE NUOVE che svolge la sua attività in alcuni locali dell’Istituto Sacra Famiglia. Questa realtà è nata per facilitare l’inserimento al lavoro di persone portatori di handicap, provenienti da diverse realtà e su segnalazione dei vari uffici dei servizi sociali del nostro comune e dei comuni limitrofi, tra cui quello di Milano.
A queste realtà le istituzioni locali dovrebbero trasferire il 5% del lavoro offerto a tutti i fornitori. Dopo quasi diciotto anni dal Comune di Cesano Boscone non è arrivata neanche una commessa di un euro. La cooperativa invece ha assunto alcuni cittadini portatori di handicap del Comune di Cesano Boscone e, senza lavoro, la stessa rischia la chiusura.
Non mi risulta che le forze politiche cesanesi si stanno preoccupando molto di queste problematiche sull’unica vera cooperativa sociale esistente sul territorio.

D. E quindi cosa prevede per il futuro di Cesano Boscone?
R. L’azione politica di molti protagonisti ancora sulla scena a Cesano Boscone non ha contribuito ad aggregare in questi anni le forze sane per la costruzione di un progetto politico che riconosca la parte utile dell’esistente e dia speranza al futuro. Ci troviamo di fronte ad un quadro preoccupante e frammentato che nulla fa sperare per il nostro futuro
Dall’intervista rilasciata dal capogruppo Simone Negri però si capisce che lui invece è candidato a qualcosa; ma come è possibile essere candidato a qualcosa se si vuol distruggere ciò che altri con fatica e abnegazione continuano a costruire, pagando di persona. Forse perché lui ha progetti più ambiziosi e più realistici, o più vicini ai bisogni della gente? Ancora non ha dimostrato nulla. Solo un cambio di rotta per paura, dopo lunghe stagioni dedicate alla rottamazione del vecchio e spreco di energie per spaccare piuttosto che unire.
Ma vorrei sottolineare anche la modalità con cui si cerca di distruggere quello che altri tentano di costruire: facendo la guerra tra poveri.
Mi spiego: l’anno scorso a metà luglio, dopo che il comitato festa aveva già totalmente programmato l’edizione 2012 della festa (nel comitato festa il sindaco è uno dei promotori insieme a tutti i parroci della città), in consiglio comunale veniva presentato un emendamento al bilancio: togliamo i soldi alla festa e offriamoli ai terremotati. E chi non è d’accordo!!! 
Il comitato festa respingendo questa logica, avanzò una grandissima iniziativa: la vendita del grana per i terremotati. L’iniziativa ebbe grande successo e tante risorse vennero indirizzate a quelle popolazioni, i promotori dell’emendamento non hanno devoluto neanche il gettone di presenza per aiutare quelle popolazioni.
Quest’anno, dopo che il sottoscritto aveva presentato la domanda per il contributo alla stagione teatrale (la stagione è quasi terminata e non conosco ancora l’ammontare dello stesso), con una richiesta superiore a quella della stagione precedente per evidenti difficoltà economiche dovute alle minori entrate dell’attività cinematografiche, e dopo che la giunta approva la bozza di convenzione, senza però deciderne l’importo da devolvere, il capogruppo con una scorrettezza senza limite sparge la voce che era stato concesso un contributo mettendo in piedi un’altra guerra tra poveri. Ha scatenato contro il Cristallo la delusione di tutte le polisportive cesanesi nell’apprendere che il contributo a loro riservato era di molto inferiore. E chi non è d’accordo!!! Ma è il Cristallo che si deve far carico delle esigenze delle società sportive? Il Cristallo chiede e l’amministrazione risponde.
Anzi è in sede di approvazione di bilancio che si decide la ripartizione globale, dopo è compito della giunta la concessione ai vari interlocutori che ne fanno richiesta. Altrimenti non si capisce cosa ci sta a fare la giunta.

D. Molti lamentano che a Cesano sono state costruite tante strutture e molte delle quali sono sottoutilizzate e costano molto alla collettività, lei cosa dice su questo?
R. Anche di questa domanda la ringrazio. Io penso che è ora di dire la parola fine alla costruzione di strutture civiche. Perchè il problema di queste strutture non è solo l’investimento, ma soprattutto il mantenimento e lo sfruttamento.
Io voglio sfidare il capogruppo Simone Negri e comunicargli che sto avanzando una proposta per far vivere di più la nuova struttura della Casa della Musica, per capire se chi opera sul territorio come faccio io con tanti volontari siamo considerati una risorsa o una palla al piede. La struttura in questione appena inaugurata se non adeguatamente programmata rischia di essere un costo esagerato che bisogna ammortizzare comunque e che peserà sulle spalle della collettività per parecchi anni. Come del resto altre strutture del nostro territorio che non elenco per evitare altre mortificazioni. 

1 commento:

  1. No profit? Ma se Indino ha lo stipendio al Cristallo!

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