Sa molto di brillante escamotage quello trovato da Mario Monti per abolire le province senza apparentemente abolirle. Ci vorrebbe una legge costituzionale per farlo, ma lo scoglio sembra essere stato aggirato. La parola chiave è “riorganizzazione”, in realtà una vera e propria ristrutturazione. Il decreto prevede infatti l’abolizione delle Giunte e la riduzione a dieci al massimo del numero dei consiglieri (che oggi possono arrivare a 45), si stabilisce che le province abbiano la mera funzione di organi di indirizzo e coordinamento e che vengano tagliate le spese per tutti i compiti che possono essere svolti da altri enti, ovvero Comuni e Regioni...
