Se è vero come è vero, che l’autorevolezza di una classe dirigente sta nella sua credibilità, ci aspettano sonni agitati e ricchi di incubi. Scrive sul Sussidiario il giornalista Merisio Melloni: “tu non puoi guardare a uno come Marchionne e prenderlo sul serio. Se almeno una volta nella vita hai giocato a poker, o quantomeno hai visto le dirette su Sky un paio di sere, non puoi prendere per buono uno così. Marchionne bluffa. È fin troppo evidente...
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giovedì 20 settembre 2012
venerdì 20 luglio 2012
EDITORIALE - Come è difficile dire buone vacanze
(tratto dall'edizione cartacea, il blog resterà aperto anche ad agosto)
Non è facile quest’anno augurare buone vacanze, anzi è perfino imbarazzante. Come ci racconta l’ISTAT nel nostro Paese 11 milioni di italiani sono in stato di povertà (tre dei quali povertà assoluta), loro non andranno in vacanza. Il 66% in qualche modo ci andrà (13% in meno dello scorso anno) e anche per quelli che lo faranno saranno per molti più brevi e più modeste, molto simili alla foto che mettiamo in questa pagina: un panino sugli scalini di qualche monumento per chi ancora le vacanze le ama “intelligenti”...
giovedì 13 gennaio 2011
Mirafiori - Referendum - Confronti: lo stipendio di Marchionne, quello di un dipendente Fiat e quello di Valletta e dei banchieri britannici
Per un voto consapevole, cioè informato, vale la pena fare chiarezza sulle retribuzioni di alcuni soggetti in campo e anche dello scenario internazionale e della storia passata.
Sergio Marchionne, secondo i calcoli, non smentiti fatti da Massimo Mucchetti sul Corriere della Sera di domenica scorsa, in 79 mesi al vertice della Fiat ha incassato 255,5 milioni di euro, ovvero 38,8 milioni l’anno. In pratica Marchionne guadagna 1.037 volte il suo dipendente medio . Fino agli anni ’80 gli stipendi dei top manager superavano quelli dei dipendenti medi di circa 50 volte mentre il dirigente di ferro della Fiat Valletta negli anni '50 in Fiat, guadagnava venti volte più di un operaio...
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martedì 9 novembre 2010
Scenario - Il filo rosso della "vita terribile" che unisce Marchionne e Berlusconi
“Insonne”: a Palazzo Venezia le luci, di notte, non si spegnevano mai perché il Duce lavorava sempre. La mitologia del sacrificio sovrumano, il prometeismo dei leader massimi è una connotazione sistematica nella storia dei regimi politici, un clichet propagandistico mai abbandonato.
Il dato un po’ inquietante di questi nostri tempi confusi è che, immemori di questa lezione della storia, i leader di oggi ripropongono i vecchi schemi. A convergere su questa reiteratività sono stati, nell’ultimo mese, i due leader “più maximi” e tra loro più distanti che annoveri oggi l’Italia: Sergio Marchionne e Silvio Berlusconi...
venerdì 29 ottobre 2010
FIAT - Perché la "mosca bianca" Marchionne ce l’ha tanto con la Fiom?
Se l’Italia è al 118esimo posto su 139 per efficienza del lavoro e al 48esimo per la competitività del sistema industriale “non è colpa dei lavoratori”. Ha ragione Marchionne, non è colpa dei lavoratori. Ma Fabio Fazio, che lo ha intervistato a “Che tempo che fa”, ha mancato di fargli la domanda davvero interessante: di chi è la colpa?
Ammesso e non concesso che sia una colpa essere meno competitivi di Paesi come la Thailanda, governata da una dittatura, o Taiwan, dove non esiste la protezione sociale, e guardando solo alle economie di Paesi a noi molto simili, come Francia, Germania, Inghilterra, una risposta a questa domanda va assolutamente data...
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