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giovedì 22 luglio 2010

Lettera - Sulla "piscina negata": replica al presidente dell'impianto di Lacchiarella

Egregio Sig. Gianruggero Colombo, 
Ho letto con sbigottimento e con crescente sgomento la Sua risposta sul blog del giornale “Si o No“ ed è evidente che Lei è stato male informato.
Non è  infatti vero che tale Elena G. mi abbia riferito telefonicamente della presenza di divieti imposti dall'Asl e che, sempre per telefono, mi abbia invitato a contattare gli uffici preposti per avere le autorizzazioni del caso.
Io non ho mai parlato con questa signora prima del pomeriggio del 14.07.2010.
Non corrisponde a verità nemmeno il fatto che non saremmo stati sollecitati a lasciare l'impianto posto che, come già precisato, la solerte "responsabile delle attività acquatiche" si era detta disposta a rimborsare il biglietto pur di allontanarci dalla piscina...

lunedì 19 luglio 2010

Grande Città/Lacchiarella – Lettera – Risposta a "La piscina negata"

Gentile sig.ra,
riscontro la sua 16 c.m. con la quale lamenta il trattamento ricevuto da lei e da suo figlio il giorno 14 c.m. presso la piscina di Lacchiarella, gestita dalla nostra Associazione.
Pur comprendendo la passione da lei posta per il raggiungimento del benessere per il proprio figlio, non condivido in alcun modo, il resoconto da lei fatto dell’accaduto, né nei termini formali né in quelli sostanziali.
Alle sue richieste di informazioni telefoniche, la Sig.ra Elena G. responsabile delle attività acquatiche, le ha spiegato che le norme previste dall’A.S.L. (all’interno di un regolamento esposto al pubblico nei locali della piscina) esigono l’obbligo del costume e della cuffia per i bagnanti che accedono all’impianto, nessuno escluso; che tali norme, se non rispettate, espongono il gestore (NOI) a sanzioni con grave pregiudizio per l’attività...

Grande Città/Lacchiarella – Lettera – La piscina negata

Sono la mamma di un bambino autistico di 5 anni e Vi scrivo per raccontare quanto mi è successo lo scorso 14.07.2010 presso la Piscina Comunale di Lacchiarella.



La disabilità di cui soffre mio figlio è particolare e purtroppo molto penalizzante. E’ una disabilità che, tra le altre cose, lo rende schiavo di mille “fissazioni” e che in questo momento gli impedisce di accettare e di sopportare indumenti bagnati sul suo corpicino.
Proprio per questa ragione mi sono premurata di contattare preventivamente la Piscina di Lacchiarella per chiedere se fosse stato possibile permettere al bambino di non indossare il costume almeno per alcuni momenti.
Mi è stato risposto telefonicamente che non ci sarebbero stati problemi, anche in considerazione della giovanissima età del bambino. Per essere ancora più certa di non incontrare difficoltà, ho nuovamente contattato la Piscina allorquando una ragazza mi riferiva che si sarebbe informata e che mi avrebbe richiamata per darmi una risposta. Nessuno però mi ha poi richiamato...