Viviamo alle soglie del ricordo di quella tremenda notte. Il 20 maggio è un anno esatto da quella tragedia che ha cambiato per sempre la nostra vita. Non si torna alla normalità, nemmeno in apparenza, anzi proprio nel ricordo e nella progettazione di una giornata commemorativa, noi tutti cittadini di Finale Emilia e del cratere, proprio oggi ci sentiamo svuotati da tutto quello che per anni non avremo più.
Il nostro contesto sociale, culturale, sportivo, aggregativo è sparito; parliamo di monumenti da ricostruire, ma prima di tutto sentiamo la mancanza di spazi vivi, concreti, dove trovare i nostri libri, dove stare con i nostri figli per uno spettacolo teatrale, dove fare calcio, pallavolo, nuoto. La burocrazia non sta supportando la ripresa, né economica né sociale; i centri storici sono desolati e desolanti, e viviamo per primi la periferizzazione delle nostre città (scuole, negozi…). Siamo soffocati da procedure, iter, richieste inevase.”
Cosa stiamo facendo:...


