Continua a far discutere la piccola rivoluzione cesanese sui nidi. Dopo l’incontro del 16 maggio organizzato dall’Amministrazione molte famiglie sono sul piede di guerra, perché i cambiamenti in arrivo, e comunicati ad iscrizioni già avvenute, non li convincono affatto.
A partire dalle tariffe. Altro che maggiore equità, dicono, i costi rimangono altissimi (molto più alti di quelli di altri comuni vicini, per non parlare della città di Milano) nonostante l’aumento delle fasce Isee. Anche chi si trova nelle fasce medie, infatti, dovrà pagare comunque molto di più di un paio di anni fa: l’aumento delle rette infatti risale allo scorso giugno, un aumento considerevole che l’anno prossimo comporterà, dicono i genitori, ulteriori aumenti. Se sulla carta, infatti, per tutte le fasce c’è una diminuzione nella spesa mensile, di fatto non sarà così, perché il sistema di tariffazione fissa non consente di scalare dal pagamento la spesa dei giorni di assenza per malattia.
“Considerando che i bambini si ammalano di frequente e saltano in media una settimana al mese”, dicono i genitori, “verremo a pagare di più dell’anno scorso: cinque euro in meno sul canone mensile non ci risarcisce”...

