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martedì 22 giugno 2010

Vite da "miserabili"

In prigione è più difficile, perché ogni giorno ci sono decisioni definitive da prendere: sui tuoi compagni, sulla tua famiglia, sul sesso, sulla droga, sulla vita, sulla morte. Spesso sulla morte, dal momento che ogni tre giorni qualcuno si suicida.  
Le voci che di quando in quando escono dal mondo dei reclusi raccontano cose così:  “Mentre alcuni mangiano, altri cacano. Molti sono costipati perché si vergognano. Altri hanno la diarrea per l’alcol che bevono” (l’alcol si ottiene facendo pasticci con frutta e pane); oppure: “Per paura di prendersi qualche infezione alcuni non fanno nemmeno la doccia. Altri invece ci vanno volentieri: c’è sempre qualcuno che si prostituisce per uno spinello”; e: “Le celle sono un disastro. I secchi dei rifiuti non hanno nemmeno i coperchi e le pareti sono ricoperte di muffa”...